Carte di credito contactless: sono davvero sicure?

Carte di credito contactless: sono sicure?
4 Aprile 2019

Se andiamo in banca per attivare una nuova carta di credito, molto probabilmente ce ne consegneranno una di tipo contactless.
Ma come funzionano queste carte e soprattutto, sono sicure?

Sfatiamo qualche mito (e qualche fake news)…

Carte contactless: cosa sono? E come funzionano?

Fino a poco tempo fa per effettuare un pagamento alla cassa, dovevamo inserire la nostra carta all’interno di un dispositivo POS. Ora, con le nuove carte contactless (letteralmente “senza contatto”) è sufficiente avvicinare la carta al dispositivo e il gioco è fatto.

Ma com’è possibile?

La carta funziona tramite un chip wireless sul quale sono memorizzati tutti i dettagli necessari al pagamento.
Il chip comunica con il POS senza sensori di contatto e questo ci consente di utilizzarlo anche sugli smartphone di nuova generazione.
La tecnologia utilizzata, denominata NFC, è presente da anni ed è ormai matura per un utilizzo di massa.
Come sta già accadendo.

Che vantaggi abbiamo?

Con una carta contactless (o il nostro smartphone NFC) non dovremo quindi intervenire sul dispositivo POS per selezionare il circuito da utilizzare. Verrà identificato automaticamente e senza possibilità di errore.
Non solo: la carta resterà sempre nella nostre mani e la transazione si completerà in pochi istanti.

E con quali rischi?

Un paio di anni fa avevano invaso i social network immagini preoccupanti in cui, all’interno di una metropolitana, un ragazzo con in mano un dispositivo si avvicinava ad ignari possessori di smartphone con tecnologia NFC (la stessa, quindi, delle carte contactless) rubando denaro a loro insaputa. La notizia ingannò persino il Dailymail, ma poi emerse che si trattava di una fake news e il quotidiano britannico ritirò il post.

Per quali motivi non dovremmo preoccuparci?

Vediamo:

1. Distanza: il raggio della trasmissione NFC è inferiore ai 3 cm, per cui per il furto c’è un primo impedimento fisico: per la carta basterebbe infatti lo spessore del portafogli a rendere l’operazione impossibile. E per lo smartphone? Anche lo tenessimo in tasca sarebbe impossibile non accorgersi, ma per fugare ogni dubbio è sufficiente attivare il ricevitore NFC soltanto per il periodo necessario al pagamento.

2. Tracciabilità: ogni transazione viene tracciata dal sistema bancario e sarebbe molto facile per le forze dell’ordine risalire al colpevole.

3. Limite di 25 euro: le operazioni automatiche hanno il limite di 25 euro a transazione. Oltre tale cifra il titolare della carta dovrà inserire il pin per approvare il pagamento.

Limiti fisici e il rischio di essere beccati: il gioco non varrebbe la candela

Carte contactless: cosa sono? E come funzionano?

La polizia postale consiglia

Abbiamo visto quindi che una carta contactless non è meno sicura rispetto ad una normale carta di credito. Ciò che possiamo fare, per limitare ulteriormente gli inconvenienti, è una serie di operazioni che ci vengono consigliate dal sito della polizia postale:

  • Attivare il ricevitore NFC sullo smartphone nel momento del pagamento e disattivarlo a transazione completata
  • Bloccare l’accesso allo smartphone con un pin
  • Attivare la notifica via sms per i pagamenti effettuati con carta di credito
  • Informarsi presso la propria banca se ci sono garanzie a copertura di un utilizzo fraudolento della carta

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