Mobile first index: le novità di Google nel 2021

Mobile first index: le novità di Google nel 2021
11 Febbraio 2021

Google Mobile Only: cosa cambierà da Marzo 2021

Google durante il 2021 apporterà alcune modifiche che interesseranno chi ogni giorno “mastica” ecommerce. Vediamo nel dettaglio in cosa consistono e come farsi trovare pronti a questi cambiamenti.
Tratteremo in particolare il mobile first index, i segnali web essenziali e Google E.A.T.

Mobile first index

Le visite su Google sono sempre più mobile. Secondo i dati di StatCounter, in Italia e nel Mondo le visite da dispositivo mobile hanno superato, già da diverso tempo, quelle da desktop. La maggioranza degli utenti utilizzano dispositivi mobile e di conseguenza anche gli algoritmi di Google si sono adattati nel tempo per attribuire sempre più importanza alla navigazione, al layout e alla velocità di caricamento delle pagine lato mobile.

A marzo 2021 Google terminerà il mobile first index iniziato già dal 2018 e le versioni desktop dei siti web saranno eliminate dall’indice di Google, dando vita al Google mobile only. Cosa significa? Anche se il tuo sito desktop ha una buona indicizzazione, sparirà dalle pagine di ricerca e nemmeno un layout responsive dell’ultimo minuto basterà a salvarlo.
È necessario infatti che il proprio sito sia costruito in ottica mobile first, sia a livello di struttura sia a livello user experience, affinché sia favorita la navigazione da mobile; sarà opportuno che le immagini abbiano dimensioni specifiche per il mobile, le call to action e ogni elemento cliccabile sia agevole al tap delle dita, il font sia leggibile e una perfetta ottimizzazione lato server è il tocco finale per aiutare il sito ad avere tempi di caricamento più rapidi. La parola d’ordine è rendere fruibile e veloce la navigazione eliminando il superfluo: no a css e javascript troppo pesanti, si ad un perfetto layout in ottica mobile first.

Segnali web essenziali

Sulla scia di novità introdotte da Google parliamo anche dei segnali web essenziali, disponibili nella Search Console già da qualche mese. Nei prossimi mesi, tra i fattori di ranking, spiccherà su tutti la user experience. I nuovi indicatori a cui prestare attenzione al momento sono 3, i Core Web Vitals.
Sono solo le prime metriche visibili, prossimamente se ne aggiungeranno di nuove. Vediamole insieme:

Google Search Console: segnali web essenziali
  • LCP (Largest Contentful Paint): indica il tempo di caricamento dell’elemento che ha i contenuti di dimensione più grande, come ad esempio immagini, video oppure elementi di testo. Se Search Console segnala questo problema, occorre intervenire ottimizzando l’elemento, riducendone ad esempio il peso delle immagini più grandi.
  • FID (First Input Delay): indica invece il tempo che passa tra la prima interazione di un utente e il browser, per intenderci: quanto tempo passa tra il clic su una call to action e la risposta di Chrome? Questa metrica è importante in quanto valuta il ritardo nei tempi di risposta di un sito web. L’utente e Google si aspettano che il sito sia completamente attivo in meno di 3 secondi. Tra i primi elementi da monitorare ci sono indubbiamente i javascript di terze parti, se di grandi dimensioni infatti il browser sarà costretto a “perdere” tempo per caricarli.
  • CLS (Cumulative Layout Shift), valuta invece come varia il layout della pagina durante la fase di caricamento. Google penalizza pagine che subiscono troppe modifiche.

Le pagine che non sono stabili, sono negative per la navigazione e per l’utente. Un esempio che sarà capitato a tutti, quando si naviga in un sito da mobile e si compila un form con i dati per essere contattati. Improvvisamente la call to action “iscriviti” si sposta per rendere visibile un’immagine (spesso pubblicità) di dimensioni diverse. Questi elementi che nel layout si spostano, derivano da caricamenti asincroni che vengono aggiunti al sito. Per risolvere queste problematiche è meglio evitare contenuti che “spuntano” all’improvviso, inserendo le immagini in spazi con dimensioni fisse.

Novità Google 2021: core web vitals

L’interazione degli utenti con gli elementi di un sito sono diventati un cardine per Google. Passiamo ora all’ultimo argomento, Google EAT.

Google E.A.T.

L’ultimo elemento che analizziamo oggi è Google EAT. L’acronimo sta per Expertise-Authoritativeness-Trustworthiness ed indica il sistema con cui Google classifica i siti web per varie parole chiave, per valutarne l’autenticità e la qualità. Maggiore sarà l’affidabilità, l’esperienza e l’autorevolezza dei contenuti del sito, maggiore la probabilità di scalare le serp. Ma come rendere i propri contenuti autorevoli? In primo luogo occorre assicurarsi che i link presenti sul sito provengano da fonti affidabili. Se non lo dovessero essere Google potrebbe rilevarli come dannosi, addirittura penalizzando il contenuto della pagina. Attenzione anche ai backlink: devono essere di qualità, solo in questo modo potranno aumentare il posizionamento del tuo sito.

Google si sta concentrando ogni giorno affinché i visitatori possano usufruire di contenuti facili da navigare e di siti veloci, mettendo l’esperienza dell’utente al primo posto. Concentrati sulla velocità, rendendo il caricamento delle pagine sempre più rapido e offri ai tuoi visitatori un sito chiaro e navigabile.
Ricorda: se il tuo sito piace ai tuoi utenti piacerà, sempre di più, anche a Google. Continua a seguirci per non perdere tutte le novità che Google ci riserva nel 2021.

Se ancora non sei intervenuto per ottimizzare il tuo sito ecommerce in ottica mobile first, corri ai ripari!

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